Boom di presenze e arrivi da tutto il mondo: il Brunello motore dell’enoturismo

Il Brunello “motore” di un territorio. Lo dicono i numeri che certificano quanto il “re del Sangiovese” sia in grado di attirare visitatori e dare un decisivo contributo alla crescita dell’enoturismo. Ammontano a quasi 200mila le presenze (riferite al 2018) sul territorio, +113% negli ultimi 5 anni, e ad oltre 75.000 gli arrivi con pernottamento in un comune di circa 6.000 abitanti. Cifre importanti e dimostrative di un fenomeno – quello dell’enoturismo – in netta crescita, quelle elaborate da Nomisma-Wine Monitor su base statistica della Regione Toscana e rilasciate dal Consorzio del Vino Brunello di Montalcino. Il quadro che emerge, ad ormai pochi giorni dall’inizio dell’attesissimo “Benvenuto Brunello” (21-24 febbraio), è quello di un fazzoletto di terra meta ogni anno di enoturisti provenienti da tutto il mondo (il 72% del totale presenze è straniero), che ha costruito sull’economia del suo vino, il Brunello è il simbolo del territorio, la propria fortuna. La metà delle imprese di Montalcino sono infatti a stampo agricolo ma non è tutto: negli anni si sono moltiplicate le strutture ricettive che oggi sono 1 ogni 35 abitanti con 92 tra alberghi, agriturismi e strutture di accoglienza. A ciò vanno aggiunti i 50 ristoranti e locali con attività di somministrazione. I risultati per la denominazione che nel 1941 ha fondato la prima Enoteca pubblica d’Italia e per prima ha aperto le porte al pubblico (Fattoria dei Barbi, nel 1948) si vedono: +20% le presenze solo nell’ultimo anno statistico (2018 vs 2017); +113% negli ultimi 5 anni per una crescita 10 volte superiore all’incremento dell’incoming regionale toscano; quasi 77.000 le notti in hotel, per 3/4 riservate da stranieri, circa 120.000 le presenze in esercizi extralberghieri. “Il turista tipo – ha detto il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci – è spesso un big spender estero, arriva dagli Stati Uniti, il nostro primo mercato di riferimento, e sempre più dai Paesi terzi, come il Brasile e il Canada, ma anche da Germania Regno Unito. Un fenomeno, quello dell’enoturista di alta gamma, che contribuisce ad allargare in maniera virtuosa la filiera socioeconomica del Brunello anche fuori dal proprio perimetro di 2.100 ettari di vigna con migliaia di addetti diretti”. Le statistiche dicono che provengono da oltre 60 Paesi gli enoturisti che visitano Montalcino e che lo scorso anno hanno fatto segnare un +25% di presenze. In testa gli statunitensi, storicamente innamorati di Montalcino e del suo Brunello, con quasi 41.000 presenze registrate nel 2018 con un balzo di crescita eccezionale rispetto all’anno precedente (+56%). Nella speciale classifica delle presenze dietro gli States troviamo la Germania con 19.000 e Regno Unito e Brasile con 10.000 con il Paese sudamericano in fortissima crescita con un +70% nell’ultimo anno monitorato. Ma restano numerosi anche gli arrivi con pernottamento provenienti da Francia, Canada, Svizzera, Australia e Russia. E anche per Benvenuto Brunello si prevede l’arrivo di enoturisti, oltre che della stampa specializzata, da tutto il mondo. Un simbolo, il Brunello, davvero internazionale.