Dal miele al Brunello: il piccolo universo di Scopetone

A Montalcino l’universo femminile ha assunto un ruolo sempre più centrale nell’ambiente enologico. Ne è un esempio Loredana Tanganelli, assieme a suo marito Antonio Brandi titolare di Scopetone, azienda biologica a conduzione familiare sul versante sud-ovest di Montalcino. Un rapporto diretto con l’agricoltura, quello di Loredana, iniziato nel 2002, quando rileva il podere La Melina, chiamata così perché suo nonno Alvaro vi aveva piantato degli alberi di melo, oltre che un piccolissimo vigneto a Brunello di 2.000 metri quadrati. “Inizialmente l’attività principale era il miele, la mia grande passione. L’apicoltura a Montalcino è una pratica storica e di pregio – spiega Loredana Tanganelli – l’uva invece veniva venduta. Siamo diventati produttori dal 2009 quando abbiamo preso in gestione Scopetone, azienda che produce Brunello dal 1979, della quale è stato mantenuto il marchio. Ci affidiamo alla consulenza dell’enologo Maurizio Castelli. E in azienda mi aiuta anche mio padre, Roberto”. In totale, ogni anno, vengono prodotte 7.000 bottiglie di Brunello, 4.000 di Rosso di Montalcino e 10.000 di Igt Toscana. Ai cinque ettari di vigneto si aggiungono due ettari di olivi, varietà Leccino, Moraiolo e Frantoio, dai quali si ottiene un pregiato olio extravergine, più degli alberi da frutto per consumo personale, dai meli ai peri, dai ciliegi ai susini, dai kiwi ai nespoli, segno che la biodiversità è il grande valore aggiunto del territorio di Montalcino.

L’ultimo investimento è stata la nuova cantina, costruita nel 2015 a La Melina. “Sono soddisfatta del mio lavoro – dice Loredana – non ho una storia alle spalle ma sono riuscita a partire, a costruire una piccola realtà. Certo, con la situazione attuale è diverso. Vendo agli importatori e non online e adesso è tutto fermo. L’export, tra Usa, Europa e Australia, vale il 95%. Ma sono convinta che ripartiremo più forti di prima”.