La Fiorita, la cantina che ha unito due star “destinate all’eccellenza”: il Brunello e la Ferrari

“Montalcino mi manca moltissimo, non vedo l’ora di tornare”. Natalie Oliveros è confinata nella sua abitazione a New York. Dopo Benvenuto Brunello è volata negli States e il virus l’ha pure colpita. “Cinque giorni di tosse, poi la febbre e un mal di testa senza sosta. Ma ora sto bene, è tutto passato”. Natalie è co-proprietaria de La Fiorita, rinomata azienda di Brunello. La gestisce insieme al suo compagno Louis Camilleri, presidente di Philippe Morris e amministratore delegato della Ferrari. Entrarono nel 2011 in partnership con Roberto Cipresso, che fondò l’azienda nel 1992, e dal 2014 sono proprietari unici, avvalendosi dell’enologo Maurizio Castelli.

Partendo da mezzo ettaro di vigneto, La Fiorita si è allargata negli anni e oggi conta 9 ettari tutti iscritti a Brunello, con circa 40.000 bottiglie annue (15.000 di Rosso di Montalcino e 25.000 di Brunello) a cui si aggiunge nelle migliori annate una piccola produzione di un Brunello speciale chiamato “Fiore di NO” (le iniziali di Natalie Oliveros), selezione delle migliori uve e vero segno distintivo di Natalie. “Da quanto ho cominciato l’avventura a Montalcino ho sempre desiderato mettere la mia impronta su un vino ed eccoci qui. La 2015 è la prima annata, e la 2016 sarà la seconda”. La Fiorita produce anche un pregiato olio extravergine d’oliva e dal 2019 un rosato da uva Sangiovese denominato “Ninfalia”, appena 2.500 bottiglie. “Il nome è un incrocio tra Natalia, il mio nome in italiano, e la ninfa della foresta che protegge i vigneti de La Fiorita”, sorride Oliveros.

L’ultimo allargamento è stato Il Giardinello, tre ettari nella zona Sud-Ovest impiantati nel 2014 e già in produzione, mentre nel 2018 sono cominciati i lavori per la realizzazione una nuova cantina all’avanguardia, una sorta di “art winery” dal tocco femminile. Intanto, dallo scorso anno è arrivata la certificazione biologica, “anche se coltiviamo bio da quando abbiamo iniziato”, assicura Natalie, che si è innamorata di questi luoghi fin dal primo momento in cui li ha visitati, nel 1998 con la famiglia. “Era primavera, come adesso. Ricordo gli aromi, il profumo di ginestra, la bellezza dei paesaggi. Degli ingredienti unici, qualcosa di speciale che puoi trovare solo a Montalcino. Mi manca tantissimo, spero di poterci tornare in estate”. Per adesso Natalie Oliveros passa il tempo tra meeting con importatori e clienti, degustazioni virtuali e lezioni d’italiano, per padroneggiare la lingua del Belpaese. La passione per il vino è condivisa con Camilleri. “Ama il Brunello, ha alcune delle più importanti etichette nella sua straordinaria collezione di vino a Maranello”, dice Natalie. Quanto ai legami tra Brunello e Ferrari, a parte lo scontato colore, “entrambi sono simboli italiani ed entrambi inseguono la perfezione”. In chiusura, una battuta incoraggiante sulla situazione attuale del Brunello. “Credo che nessuno possa fermare noi produttori di Montalcino. Gli americani continueranno a bere il Brunello e a visitare questi territori, che sono la destinazione ideale. Bisogna solo avere la pazienza di aspettare”.