Carpineto a Montalcino ha trovato nel Brunello la sua “boutique-gioiello”

Mentre il mondo di lì a poco si preparava ad accogliere il ’68 e tutte le sue novità, due giovani amici stavano progettando la rivoluzione della propria vita che poi si è concretizzata in una splendida realtà. Niente utopia ma tanta determinazione e voglia di arrivare, una storia tutta italiana di successo che vale la pena di conoscere. Era il 1967 quando due ragazzi di nome Giovanni Carlo Sacchet ed Antonio Mario Zaccheo fondarono Carpineto. Rispettivamente 19 e 23 anni, un diploma della scuola di enologia di Valdobbiadene e le prime esperienze sul campo, niente da perdere, tanto da costruire. I due soci e amici, che fin da subito scommisero sui territori più vocati, intravidero nella Toscana un enorme potenziale su cui poter applicare quei requisiti legati alla qualità produttiva che già avevano ben in testa. La loro “missione” partì dalle terre del Chianti Classico e non poteva non abbracciare Montalcino con la tenuta da cui nasce il Brunello che è diventata il gioiello di famiglia. Dal 1967, quando l’azienda fu fondata, la superficie dei vigneti si è decuplicata da 20 ad oltre 200 ettari. Innovatori per vocazione, Sacchet e Zaccheo, insieme alle nuove generazioni, Caterina Sacchet (enologa), Elisabetta Sacchet, Francesca Zaccheo e Antonio Michael Zaccheo (export manager) hanno continuato a sperimentare continuando a rispettare al massimo il terroir, la natura e la storia della Toscana. L’arrivo a Montalcino risale al 2015 quando fu rilevato “Il Forteto del Drago” dalla famiglia lombarda Troise.

La storia di Carpineto a Montalcino inizia qui. La tenuta si trova a 500 metri sul livello del mare, si tratta di uno degli insediamenti più alti della denominazione con una spettacolare panoramica che spazia sul centro storico della città e che inquadra l’intero perimetro della cinta muraria. Spiccano gli antichi casali in pietra circondati da querce secolari e tutto intorno 53 ettari di terreno, di cui 10 a vigneto piantati a sangiovese grosso così suddivisi: 3,5 ettari a Brunello, 5 a Rosso di Montalcino e il resto Sant’Antimo Rosso. Ma Carpineto è anche un omaggio alla biodiversità con un uliveto e un fitto bosco di macchia mediterranea, un luogo di profumi e di bellezza. La leggera esposizione verso nord, in posizione panoramica e ventilata, dona ai vini di questa azienda un microclima speciale che conferisce al Brunello intensi e complessi profumi, una bella freschezza, eleganza, e grande longevità.

“La tenuta di Montalcino è la nostra punta di diamante – spiega Antonio Michael Zaccheo – inutile dire che il Brunello è al top tra le denominazioni più prestigiose in Italia. Abbiamo cercato tanto ma poi finalmente abbiamo trovato il posto giusto: siamo l’unica azienda totalmente esposta verso nord, con vigneti molto alti tanto che, scherzosamente, dico sempre che noi facciamo il Brunello di montagna! Ma in realtà crediamo che la collocazione dei nostri vigneti sia un grande vantaggio per il prodotto finale: il Brunello che produciamo non è imponente ma piuttosto si distingue per grande eleganza e freschezza”. L’appodiato di Montalcino, come viene chiamato dall’azienda, è il più piccolo tra le 5 tenute di Carpineto ma è tra i più suggestivi e con una ricchezza naturale notevole. Ci troviamo una densità di 5.700 piante per ettaro, il colpo d’occhio degli oliveti e un fitto bosco di querce, lecci e macchia mediterranea a completare questo piccola boutique-gioiello. Il clima è ideale e come spiega l’azienda “la posizione elevata dei vigneti, grande risorsa considerato il cambiamento climatico con il quale ormai conviviamo, permette infatti una maturazione prolungata, quindi una vendemmia tardiva, come si faceva in passato, e la piena maturazione delle bucce, tannini maturi ma senza perdere in acidità, spina dorsale del vino”.

L’export per Carpineto tocca la quota del 90% (in 70 Paesi), circa 25.000 a testa sono le bottiglie prodotte di Brunello e Rosso di Montalcino. “Con l’annata 2015 a gennaio del prossimo anno – continua Antonio Michael Zaccheo – usciremo con la nostra prima Riserva. Il futuro? Continueremo ad investire su Montalcino, puntando sempre sulla qualità che è stato sin dall’inizio il nostro pallino. Il sogno di Carpineto era quello di affermarsi con tutte le storiche denominazioni della Toscana, i risultati che abbiamo ottenuto sino ad ora sono importanti e Montalcino ha sicuramente un posto speciale per noi”. Sì, quei due amici ci avevano visto lungo e bene.