Una famiglia unita dall’amore per il Brunello: la storia di Madonna Nera

“Un pasto senza vino è come un giorno senza sole”. La frase, del politico e scrittore francese Anthelme Brillat-Savarin, appare nella pagina principale del sito web di Madonna Nera, giovane azienda di Brunello nella zona nord di Montalcino fondata nel 2006 da Rosanna e Lorenzo Borgogni e gestita insieme alle due figlie, Benedetta ed Elisabetta. “I nostri genitori – racconta Benedetta – rimasero affascinati da questo piccolo podere, con una casa rurale diroccata ma con panorama mozzafiato a 360 gradi che spazia da Siena alla Valdorcia, dalle Crete Senesi alla collina di Montalcino. L’idea iniziale era solamente quella di viverci. Poi Carlo Ferrini, loro amico, li convinse a produrre vino, partendo da un mezzo ettaro già esistente. Giusto per la famiglia e gli amici, infatti la prima produzione fu di appena 2.000 bottiglie. L’idea è piaciuta sempre di più e il progetto si è ingrandito diventando così una vera e propria attività”.

La particolarità è che tutta la famiglia Borgogni proviene da mondi diversi: Lorenzo, di Buonconvento, ha lavorato in Finmeccanica, Rosanna, di Montalcino, era maestra elementare a Buonconvento, Elisabetta è avvocato mentre Benedetta si è diploma allo scientifico e si è laureata in ingegneria. “La materia mi stimolava, ho studiato a Firenze e l’idea di essere indipendente mi intrigava, ma poi ho sentito l’esigenza di tornare a casa. In fondo, il vino mi è sempre piaciuto. Io e mia sorella siamo entrate nel 2013, lei aiuta sulla parte amministrativa e commerciale, mentre io dove ce n’è bisogno, dalla vigna alla cantina”.

Il nome dell’azienda deriva dalla località, “La Madonna”, dovuta probabilmente ai diversi tabernacoli della zona, e da come veniva chiamato un podere vicino, “Madonna Nera”. “Chissà – sorride Benedetta Borgogni – forse perché questi terreni restano in ombra per buona parte della giornata. Fatto sta che il nome ci piacque e lo scegliemmo per identificare il nostro vino”.

Attualmente gli ettari vitati sono 6,5, di cui 2 a Brunello, per una produzione di 30.000 bottiglie annue (12.000 di Brunello, diventeranno 16.000 a pieno regime). Il primo vino uscito sul mercato è stato un Igt, blend di Sangiovese (60%), Merlot e Cabernet Sauvignon, seguito dal Brunello di Montalcino 2008 (appena 2.600 bottiglie) e il Rosso di Montalcino 2014. Dal gennaio 2021 uscirà anche la prima Riserva, del Brunello 2015, annata elogiata dalla critica internazionale, James Suckling in primis. L’export di Madonna Nera vale il 90%, i mercati principali sono Usa, Nord Europa, Russia e Brasile. “Il 2020? Inizialmente temevamo il peggio. Invece, a parte l’Italia, nel resto del mondo abbiamo venduto come gli scorsi anni. Anche la vendemmia è andata molto bene”.

Tra il verde scuro del mirto, l’azzurro della lavanda e il bianco delle rose che “introducono” ogni filare di vigna, Benedetta Borgogni è consapevole della fortuna di vivere in un vero e proprio paradiso. “Montalcino, pur essendo un piccolo paese, a livello mondiale è un diamante. Sono contentissima di vivere e lavorare qui, ti permette da una parte di isolarti nella quiete della campagna e dall’altra di viaggiare e presentare il vino in tutto il mondo, ricevendo tantissime soddisfazioni”.