Brunello, meno male che c’è l’export… il borsino dei mercati nel 2012

Un mercato italiano che sconta pesantemente la crisi e non manifesta segnali di ripresa, a fronte di un export in forte ascesa, con la conferma dei mercati tradizionali di riferimento (Usa, Canada, Germania) e le new entry dei Paesi emergenti, in particolare Cina e Brasile: ecco lo stato dell’arte delle vendite del Brunello nel 2012. MontalcinoNews ha intervistato alcuni importanti produttori del territorio, per tracciare un ideale borsino dei principali mercati esteri e tastare il polso al mercato nazionale. “Rimangono invariate le vendite nei nostri Paesi di riferimento – spiega Giacomo Neri di Casanova di Neri – ovvero Usa, Canada ed Europa. Ma negli ultimi tempi abbiamo assistito ad un incremento progressivo delle vendite in Asia, in particolare India, Cina, Taiwan e Filippine. Meno bene invece il mercato interno: l’Italia sta attraversando una fase di “riflessione”, e sicuramente non ha aiutato l’introduzione dell’articolo 62, che ha molto influenzato enoteche e ristoranti. Vedremo nei prossimi mesi come si evolverà la situazione”. Stefano Cinelli Colombini di Fattoria dei Barbi afferma: “Nel 2012 i nostri mercati – Usa, Canada, Inghilterra, Germania – hanno tenuto, con risultati soddisfacenti. Abbiamo poi registrato un fortissimo incremento per quanto riguarda il Brasile, che sta avviandosi a diventare uno dei nostri sbocchi principali. Per quanto riguarda la Cina stiamo stringendo accordi con un nuovo importatore, in particolare per le vecchie Riserve, che lì sono molto richieste. Meno bene l’Italia: dopo i primi 9 mesi, in cui le vendite si sono mantenute stabili, il Natale è stato senz’altro uno dei peggiori mai visti. E a mio avviso la colpa principale è da imputare all’articolo 62”. Roberto Moretti di Querce Bettina racconta la sua esperienza di “piccolo” produttore: “Siamo un’azienda nata da poco, e per noi l’incremento nelle vendite è costante, anche se dobbiamo impegnarci molto: i nostri mercati esteri sono in primo luogo Canada, Australia, Belgio e Danimarca, ma anche l’Asia, con Singapore ed Hong Kong. Invece riscontriamo difficoltà con gli Stati Uniti, per via del cambio sfavorevole. A mio parere anche in Italia ci sono margini di crescita”. Per Enrico Viglierchio di Castello Banfi “nel 2012 abbiamo ottenuto buone performance all’estero, con un decisivo recupero negli Stati Uniti e ottime vendite in Asia, in particolare Corea e Giappone. In Europa vanno molto bene Germania e Russia. Male invece l’Italia, in particolare nell’ultimo trimestre del 2012”. “L’estero continua a darci grandi soddisfazioni – conferma Giulia Gecchele di San Polo – in particolare Svizzera, Germania e Stati Uniti. Stiamo cominciando anche a lavorare con la Cina, dove si ricerca l’idea di lusso collegato al Brunello. Invece l’Italia è in sofferenza: noi puntiamo a sviluppare rapporti continuativi con i nostri clienti, basati sulla fiducia e sulla qualità del prodotto”. “Nel 2012 – spiega Emilia Nardi di Tenute Silvio Nardi – abbiamo riscontrato un grande aumento dell’export, in particolare negli Usa e in Germania. In aumento anche la Russia, mentre per la Cina i risultati sono ancora discontinui. In Italia, purtroppo, la situazione è di quasi stallo”. Gli fa eco Mirko Biliorsi di Caparzo, secondo il quale l’anno appena trascorso è andato benissimo all’estero: “I mercati più importanti sono, nell’ordine, Usa, Germania, Danimarca, Belgio, Svizzera e Russia. Ci stiamo aprendo anche ai Paesi asiatici, con Cina e Hong Kong. Per l’Italia la nostra scelta quest’anno è stata di fare un accordo con un grande gruppo per la distribuzione: la situazione del mercato interno è davvero difficile”. Jacopo Biondi Santi di Tenuta Il Greppo spiega “È andato bene l’export nel 2012, in particolare Usa, Brasile, Canada e Germania. Positiva anche la situazione in Asia, in testa Cina e Hong Kong. Male invece l’Italia: la colpa è sicuramente di questa difficile crisi economica, ma anche delle leggi troppo restrittive in materia di limiti alcolici e dell’articolo 62”. Giancarlo Pacenti di Tenute Siro Pacenti conclude: “Abbiamo mantenuto i nostri mercati – Usa, Canada, Germania, Svizzera e nord Europa – focalizzandoci molto sul target, ovvero cercando di lavorare sul consumatore finale, per informarli e fidelizzarli sempre più. Bene anche l’Asia, con Hong Kong e Singapore, ma il nostro prossimo obiettivo, su cui stiamo già lavorando, è naturalmente la Cina. L’Italia invece vive un momento di indubbia difficoltà”.

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