Montalcino, città etrusca, tra ritrovamenti e storia

“È in verità impressionante il constatare che … l’Etruria antica e la Toscana moderna, sia stata il focolaio determinante della civiltà Italiana”. Così Jacques Heurgon, uno dei più acuti studiosi della civiltà etrusca, definì il popolo dell’Italia antica che si affermò nell’area denominata Etruria, corrispondente alle attuali Toscana, Umbria, Lazio settentrionale, con propaggini in Liguria e verso le zone dell’Emilia-Romagna e della Lombarida, a partire dall’VIII secolo a.C. La presenza degli Etruschi nel territorio di Montalcino, che sulla carta topografica “Santuari d’Etruria”, compare tra i santuari isolati della campagna, anche se si tratta di testimonianze isolate, sembra attestata in insediamenti piuttosto consistenti. Il ritrovamento più importante, unico per ora in Italia, è stato riportato alla luce in località Civitella a Sud-Ovest nel territorio di Montalcino, a tre chilometri dal capoluogo. Una grande fortezza costruita a quota 670 metri sul livello del mare. Questo sito, segnalato già negli anni ’20 dal noto archeologo Ranuccio Bianchi Bandinelli, incaricato di elaborare una carta archeologica dell’Italia, comprende una vasta zona collinosa già abitata dagli etruschi nel VI sec. a.C. La grande fortezza è un presidio militare che serviva per difendere Chiusi e Roselle dai Galli che venivano dal nord e dai Romani che spingevano dal sud. Ma non finisce qui: un’altra zona estremamente interessante dal punto di vista archeologico, risulta essere Poggio alle Mura, dove, all’interno del castello, sono conservate urne cinerarie ed altro materiale rinvenuto nelle vicinanze.

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